LA FOTOGRAFIA MUORE?

 

Dice Antonio Olmos. “La fotografia non è mai stata così popolare, ma sta per essere distrutta. Non sono mai state fatte così tante fotografie, eppure sta morendo”.

Gli psicologi sostengono che l’aumento esponenziale della produzione fotografica, sta riducendo la capacità dell’uomo di ricordare ciò che ha visto.
Linda Henkel : “Scattando foto per registrare un evento e quindi non partecipandovi appieno, può avere un impatto negativo sulla qualità del ricordo di quell’evento “.
Tutto questo rende la fotografia snap-happy doppiamente senza senso.
Si vedono persone che scattano fotografie del loro cibo in un ristorante invece di mangiarlo o alla Mona Lisa invece di guardarla. Anche io penso che lo smartphone sta portando via le persone dalle loro esperienze.
Le persone stanno catturando un sacco di immagini, ma nessuno loro le guarda. Del resto anche il tanto ambito “like” sui social è diventato un “Ok l’ho vista!” come dimostrato dai commenti stereotipati che vengo giustamente apposti come gesto di presenza.
Il lato positivo è che la fotografia è diventata ancor più democratica, McCabe dice: “Non c’è più bisogno di impegnarsi a conoscere la fotocamera, ci concentriamo solo sullo scatto”. Forse questa enorme democrazia spinge gli “addetti del settore” a considerarla ancora una volta morta, come è successo ai tempi del dagherrotipo, della Instamatic o del rivoluzionario film 35mm, dell’arrivo del colore, per non parlare della ancor più recente rivoluzione digitale che a preceduto l’ultima quella “social/smart”.
Non credo che la fotografia sia morta, è solo diventata pigra e, paradossalmente, per farla uscire da questa pigrizia bisogna farla rallentare.
Come?
Tornando ad osservare e non fotografare. Osservando di nuovo prima di fotografare, nella convinzione che non saranno tanti megapixel, o un buon microprocessore o un buon filtro instagram a fare una bella foto, ma neanche una polaroid o una pellicola scaduta, se proprio vogliamo. Ma soprattutto tornando a stampare le proprie foto, perché quello resterà sempre il fine ultimo di chi ama la fotografia.
Dice ancora Olmos: “provate a stampare quelle fotografie fatte con lo smartphone e risulteranno terribili. Ma chi ha bisogno di stampe in un mondo privo di carta? Per me la stampa è l’espressione ultima della fotografia”

 

Foto: Chan/Reuters “In the moment” … snap-happy people taking pictures of tidal waves after a typhoon in China